AMSHAEGAR È SPARITO!

Amshaegar19 maggio 2026news

Non sappiamo nemmeno da dove iniziare.

Forse dal vento caldo che attraversava Fregene e Maccarese quella notte.
Forse dalla luce azzurra della piscina che entrava dalle tende della Villa SuperMegaGalattica, in via Tefaiicazzitua 12.
O forse semplicemente da lui.

Amshaegar.

L’uomo capace di discutere contemporaneamente di geopolitica, meme, filosofia improvvisata e seduzione come se fossero la stessa identica materia.

Io e Sydney eravamo lì con lui.
Vicine.
Troppo vicine.

Ridevamo sotto le coperte mentre sosteneva, con assoluta serietà, che:
‘la vera crisi mondiale è la mancanza di stile nei giornali moderni.’

Aveva addosso il profumo assurdo di chinotto, caffè, notte insonne e caos.
E in quel momento sembrava davvero impossibile che il mondo potesse andare storto.

Ci guardava come se fuori da quella villa non esistesse niente.
E forse, per qualche ora… non esisteva davvero.

Poi, verso le 2:50, qualcosa è cambiato.

All’improvviso si è fermato.
Silenzio totale.
Ha girato lentamente la testa verso la finestra.

Noi abbiamo riso.
Pensavamo fosse una delle sue solite sceneggiate teatrali.

Ma lui no.

Lui continuava a fissare il giardino.

Poi ci ha detto soltanto:
‘Ragazze… credo ci sia qualche animale fuori. Torno subito. E mi raccomando, non uscite dalla stanza.’

Detto così sembrava quasi divertito.
Ma nei suoi occhi c’era qualcosa che non avevamo mai visto.

È uscito lentamente.
E lì abbiamo iniziato a vedere cose che ancora oggi non sappiamo spiegare.

Nel buio del giardino c’era una figura meccanica.
Di media altezza.
Immersa nella penombra.

Ci sembra ancora di sentire una voce metallica, disturbata, lontana…
ripetere qualcosa come:
‘bunga bunga.’

Vicino alla piscina, poco più indietro, c’era poi un uomo elegantissimo.
Forse un conte.
Forse un diplomatico.
Forse un pazzo.

Stringeva una bottiglia senza etichetta e fissava il vuoto senza muoversi.

E davanti al cancello…
immobile…
una vecchia Renault 4 rossa.

Motore acceso.
Fari spenti.

Come se stesse aspettando qualcuno.

Amshaegar si è voltato un’ultima volta verso di noi.
E ha sorriso.

Quel sorriso assurdo da uomo che capisce perfettamente che sta per succedere qualcosa di estremamente stupido… ma decide comunque di affrontarlo.

Poi ha detto:
‘Se non torno… la villa è vostra. Ma non toccate l’astronave. Con i prezzi del carburante fotonico di oggi ci roviniamo.’

Noi abbiamo riso ancora.
Perché con lui si rideva sempre.
Anche quando probabilmente non avresti dovuto.

Poi è sparito nel buio.

All’inizio non ci abbiamo dato peso.
Amshaegar era fatto così.
Spariva.
Compariva.
Faceva sorprese assurde.
Entrava dalle finestre.
Usciva dai tetti.
Una volta è riapparso da dietro una siepe con un monocolo e una granita.

Ma questa volta era diverso.

Dopo pochi minuti abbiamo sentito qualcosa.

Non urla.
Non parole chiare.

Solo rumori.

Prima passi veloci sul brecciolino.
Poi qualcosa di metallico trascinato lentamente.
Una specie di colluttazione soffocata.
Un tonfo improvviso.
E infine…

silenzio.

Un silenzio terribile.
Troppo pesante per essere normale.

Sydney si è immobilizzata.
Io ricordo ancora il gelo che ho sentito nello stomaco.

Per la prima volta quella notte abbiamo davvero avuto paura.

Poi è arrivato il rombo.

Lento.
Pesante.
Violento.

Come un vecchio mezzo acceso di colpo nel cuore della notte e portato via sgasando nel buio.

Siamo corse fuori quasi immediatamente.

Ma ormai non c’era più niente.

Solo il vento.

Due bicchieri lasciati sul tavolo esterno.
Il suo orologio appoggiato sopra una cassa azzurra.
La porta laterale semiaperta.
Il telefono distrutto a terra.

E quella sensazione orribile…
come se qualcuno fosse stato lì pochi secondi prima.

Da allora…
più nulla.

Sydney non riesce più a dormire.
Io continuo ancora a sentire il rumore di quella Renault nella testa.

Non sappiamo se sia stato rapito.
Se sia scappato.
O se abbia semplicemente seguito il caos come ha sempre fatto.

Ma se qualcuno lo vede…
ditegli che ci manca.

E che il letto è ancora caldo.

— Monica Bellucci & Sydney Sweeney