
La guerra mi aveva insegnato che il corpo umano aveva dei limiti. Decisi allora di dedicare la mia vita allo studio degli insetti, creature capaci di sopravvivere dove l’uomo avrebbe fallito. Dopo anni di ricerche e centinaia di esperimenti nacque il Progetto A-17. Il suo nome era https://app.warera.io/user/6a43fa28d08ca6fb00ea040f: il primo soldato entomorfo perfettamente funzionante. Credevo di aver raggiunto il limite della genetica. Mi sbagliavo.

Rudi non era un esperimento. Era un fratello d’armi. Insieme affrontammo missioni segrete di cui non è rimasta alcuna documentazione ufficiale. Alcuni storici sostengono che fossimo aggregati ai leggendari reparti d’assalto degli https://app.warera.io/mu/69de83ed0e1f8588dc487d4b , ma nessuno è mai riuscito a dimostrarlo. Una cosa, però, è certa: dove arrivava il Tenente Maestro Pelatino, arrivava anche Rudi Mosconi.

Durante una delle campagne più sanguinose, un'esplosione colpì me e il mio gatto che mi accompagnava da anni. Le ferite erano così gravi che i medici furono costretti ad amputarmi la gamba destra. Mentre mi operavo, pensai al procedimento usato per creare Rudi Mosconi. Utilizzai il mio sangue e il DNA del gatto per tentare un nuovo esperimento. Quel giorno persi una gamba, ma dalla morte del mio compagno nacque: https://app.warera.io/user/6a4525a7c0e67a6d3e5999e9. I medici dissero che non avrei mai più combattuto. Io li lasciai parlare.

Pochi giorni dopo venni affidato all'unico uomo che avrebbe potuto rimettermi in piedi: https://app.warera.io/user/6a3f0bda079cb0d3f5a8bb1f. Dicevano fosse un genio della meccanica, capace di fondere carne e acciaio come nessun altro. Fu lui a costruire per me una protesi progettata appositamente per tornare sul campo di battaglia.
Imparai a camminare in poche ore e rifiutai qualsiasi congedo. Un soldato non abbandona mai il proprio compagno.

Con una gamba nuova e la stessa determinazione di sempre tornai al fronte. Raggiunsi Rudi Mosconi e continuammo la guerra come se nulla fosse accaduto. Da quel giorno la leggenda racconta che il rumore della mia protesi bastasse a ridare coraggio ai soldati e a terrorizzare il nemico.