Cronache di una recluta - Atto IV "Il viaggio della speranza"

Resus25 settembre 2026entertainment

Il viaggio di questa vita, a volte, ci porta in posti che non avremmo mai pensato di vedere.


Fu così che mi ritrovai a intraprendere un lungo viaggio verso una nazione particolare: la https://app.warera.io/country/683ddd2c24b5a2e114af15d7. La promessa era semplice: una vita tranquilla, persone pacifiche e, soprattutto, tanto alcol.

Intraprendere quel viaggio, però, non fu affatto semplice...

Tante volte la ruota destra del mio carretto decise di abbandonarmi proprio nei momenti peggiori. Tante altre, invece, furono i banditi a tentare di assalirmi mentre dormivo accampato sotto le stelle.

Alla fine riuscirono a rubarmi il carretto...

Ma, dopo giorni di viaggio, qualche imprecazione e una quantità ormai imprecisata di riparazioni improvvisate, finalmente arrivai.


Ero giunto a destinazione


Appena oltrepassai i confini mongoli respirai subito un'aria diversa. Le praterie erano immense, il vento correva libero tra l'erba e il paesaggio sembrava non avere fine. Era tutto molto bello. Almeno per qualcuno che non aveva ancora imbracciato un fucile per scendere nelle trincee del proprio paese. Ma quello, per fortuna, sarebbe successo più avanti.

Il mio obiettivo, in quel momento, era un altro.

Qualche tempo prima avevo trovato su un giornale uno strano annuncio. Parlava di un'opportunità di crescita. Ma quale crescita poteva esserci in un posto del genere?

Dovevo capire.

Dovevo trovare qualcuno che conoscesse quel territorio, qualcuno che potesse spiegarmi come fosse organizzato quel misterioso paese e, soprattutto, come si potesse davvero crescere al suo interno.

Continuai quindi a vagare lungo la strada principale dalla quale ero arrivato. Poco dopo il confine trovai una locanda. O, per essere più precisi, una costruzione che un tempo probabilmente era stata una locanda. Il legno scricchiolava, le finestre lasciavano entrare spifferi gelidi e l'odore di birra stantia arrivava fino alla strada.

Entrai...

In un angolo della sala sedeva un individuo piuttosto singolare.

Aveva un ghigno inquietante, il genere di sorriso che ti fa immediatamente controllare se hai ancora il portafoglio.

Sul suo tavolo, proprio davanti a lui, c'era un piccolo cartello:

"Per i nuovi visitatori rivolgersi qui."

Il resto del tavolo era ricoperto di boccali vuoti e qualche moneta sparsa qua e là.

Insomma, una scena tutt'altro che rassicurante.

Quel tipo aveva chiaramente l'aria di uno che avrebbe trovato il modo di raggirarti, sfruttarti e prosciugarti le tasche prima ancora che tu riuscissi a capire cosa stesse succedendo.

Eppure mi avvicinai...

Forse fu il lungo viaggio. Forse la curiosità. O forse il semplice fatto che le monete che avevo con me erano finite da un pezzo.

Mi sedetti

Lo guardai

Lui mi guardò

Presi fiato

«Due boccali a questo tavolo!»

L'uomo sollevò lentamente lo sguardo

«Due boccali non ti basteranno per uscire da qui»

Sorrisi

«Due boccali basteranno per presentarmi»

Dopo otto giri...

L'uomo appoggiò il boccale sul tavolo e finalmente decise di parlare

«Allora... cosa fai da queste parti? Hai lasciato l'Italia per cercare fortuna altrove?»

Scossi la testa

«Ho visto un annuncio su un giornale. Non cerco fortuna. Cerco un'opportunità di crescita. So che qui dovrebbe esserci qualcosa di simile»

Il suo ghigno si fece ancora più evidente

«Vuoi crescere?»

Fece una pausa

«Cosa vuoi di più? Soldi? Potere?»

Si sporse leggermente verso di me

«O forse entrambi?»

Non risposi

L'uomo si guardò intorno.

Poi abbassò la voce

«Qui non c'è nulla di simile»

Pausa

«C'è lavoro»

Un altro sorso

«Lavoro...»

Posò il boccale

«E ancora lavoro»

Per qualche secondo rimase in silenzio.

Poi continuò:

«In cambio però, una guida illuminerà i tuoi passi in questo mondo guidandoti attraverso l'oscurità, e così avrai il potere di decidere, il potere di decidere per te e per gli altri. Sei disposto a dare tutto quello che hai per ottenere questo potere?»

Lo fissai

Quella frase aveva un suono fin troppo misterioso

«E chi sarebbe questa guida? E questo potere di cui parli? Io volevo solo vivere la mia vita come un cittadino normale..»

Il suo sorriso scomparve

«Non posso dirti altro»

Indicò la porta della locanda

«Se desideri davvero così tanto il potere e la conoscenza, dovrai seguirmi a Ulaanbaatar»

Stavo per rispondere quando...

SCRICCHIOLIO

Il rumore del legno interruppe la conversazione.

Qualcuno stava entrando nella taverna

La porta si aprì lentamente.

Un'ombra enorme si stagliò sull'ingresso.

Poi entrò..

Un omaccione gigantesco, che indossava un'imponente armatura blu.

Rimasi immobile.

L'uomo al tavolo, invece, sembrava perfettamente tranquillo.

Il gigante fece qualche passo nella locanda.

Poi guardò il mio interlocutore.

«Don»

Silenzio

«Quante volte devo ripeterti che non devi spaventare i nuovi arrivati?»

Don abbassò lo sguardo.

Per la prima volta da quando ero entrato, sembrava quasi colpevole.

Il gigante si voltò verso di me.

«Comunque...»

Fece una pausa

«Ora dovrai venire con noi»

Fu in quel momento che capii una cosa.

Forse l'annuncio sul giornale non parlava semplicemente di un'opportunità.

Forse avevo appena messo piede dentro qualcosa di molto più grande.

E, a giudicare dalla faccia di Don...

...probabilmente servivano ben più di otto boccali.

...Continua

Cronache di una recluta - Atto IV "Il viaggio della speranza" | War Era