Dissero di no… ma il serpente fumò! (JNews)

BRABOSS24 aprile 2026news

Dissero di no… ma il serpente fumò!

La famosa espressione divenne il motto della Forza di Spedizione Brasiliana (FEB) durante la Seconda Guerra Mondiale (1939–1945). La sua diffusione è attribuita all’allora presidente Getúlio Vargas che, di fronte all’improbabile possibilità che il Brasile entrasse in guerra contro la Germania nazista, avrebbe detto:

“È più facile che un serpente fumi la pipa che il Brasile entri in guerra.”

Col passare del tempo, tuttavia, lo scenario cambiò — e il serpente fumò: il Brasile entrò in guerra.

Da sinistra a destra, i presidenti Vargas e Roosevelt.
(entrambi seduti al centro insieme ad altri rappresentanti)
Discussero della partecipazione della FEB sul fronte europeo.


Il serpente fumerà

Sebbene non vi sia certezza che la frase appartenga realmente a Vargas, non si può ignorare lo scetticismo dell’epoca riguardo alla partecipazione brasiliana a una campagna militare così lontana. Le Forze Armate del Brasile non erano pienamente preparate per combattimenti in Europa, soprattutto contro la potente macchina bellica tedesca.

Inoltre, molti brasiliani non credevano nemmeno a questa possibilità.

Fino all’inizio della guerra, nel 1939, Getúlio Vargas manteneva una certa affinità con i regimi autoritari europei, avendo instaurato lo Stato Novo (1937–1945), caratterizzato, tra gli altri aspetti, da un forte anticomunismo.

Tuttavia, l’andamento del conflitto cambiò questo scenario. Con il crescente vantaggio degli Alleati sull’Asse (Roma–Berlino–Tokyo), e soprattutto dopo l’ingresso degli Stati Uniti in guerra alla fine del 1941, il Brasile iniziò a ricevere supporto logistico e finanziario.

A ciò si aggiungono gli attacchi alle navi brasiliane — attribuiti alla Germania — che influenzarono fortemente l’opinione pubblica, spingendo il governo a dichiarare guerra.

E allora, davvero: il serpente fumò.


La FEB in Italia

L’espressione “Il serpente fumerà” divenne il motto della FEB, che ricevette grande supporto militare dagli Stati Uniti per sbarcare in Italia e affrontare le forze tedesche sulla Linea Gotica.

Soldati brasiliani leggono, in Italia, la prima edizione di "O GLOBO Expedicionários".

Nel titolo, la dichiarazione di Getúlio Vargas: "Cobri-vos de glória!"


Circa 25.000 soldati brasiliani furono inviati a partire da luglio 1944. Approssimativamente 450 militari non fecero ritorno in patria.

Il simbolo della FEB — il serpente che fuma una pipa — fu creato dal tenente colonnello Senna Campos e divenne uno degli emblemi più rappresentativi della partecipazione brasiliana alla guerra. Esistette anche una versione del simbolo realizzata da Walt Disney nel 1945, contribuendo alla sua diffusione internazionale.


Il “primo colpo” dell’artiglieria brasiliana

Si attribuisce spesso, in modo errato, al soldato Francisco de Paula il primo colpo dell’artiglieria brasiliana nella guerra. (IMG sopra)

In realtà, questo evento avvenne circa due settimane prima. Inoltre, l’artiglieria opera in modo collettivo, coinvolgendo diversi militari in un’azione coordinata. Francisco de Paula svolgeva il ruolo di servente (caricatore), non di tiratore.

La celebre fotografia del soldato fu scattata il 29 settembre 1944. L’idea che fosse lui ad aver effettuato il primo colpo fu una costruzione della stampa brasiliana, probabilmente con l’obiettivo di rafforzare il morale nazionale e rispondere alle critiche sulla partecipazione del Brasile al conflitto.

Il vero primo colpo dell’artiglieria della FEB avvenne il 16 settembre 1944, a nord della provincia di Lucca, in Toscana, ai piedi del Monte Bastione. Il bersaglio erano le truppe tedesche nella città di Massarosa.

Il colpo fu sparato dal caporale tiratore Adão Rosa da Rocha, su ordine del tenente Alceu Grisólia, che comandò:

“2ª peça, fogo!!”

Questo evento segnò anche il primo colpo dell’artiglieria brasiliana fuori dal Sud America.


Riconoscimento e eredità

Il generale Oswaldo Cordeiro de Farias, comandante dell’Artiglieria Divisionale in Italia, dichiarò:

“La migliore artiglieria che operò in Italia fu la mia, e questo fu riconosciuto da ufficiali americani e prigionieri tedeschi. Quando gli americani volevano fare una nuova prova, contavano sempre sulla mia truppa.”

Anche documenti tedeschi riconoscevano l’efficacia brasiliana, affermando:

“Una nuova artiglieria si è rivelata sul fronte di combattimento.”


Memoria e significato storico

A più di 80 anni di distanza, l’operato della FEB rimane un simbolo di coraggio e di contributo internazionale del Brasile.

Questa partecipazione si collega direttamente al significato del 25 aprile, la Festa della Liberazione, quando l’Italia celebra la fine del nazifascismo e il ritorno alla libertà.

La presenza brasiliana in quel momento storico ha lasciato un segno duraturo: quello di un paese lontano che, con coraggio e sacrificio, contribuì alla costruzione della pace sul suolo europeo.



Un ringraziamento speciale a ThexRossi, che attualmente risiede nella regione degli Appennini italiani — scenario storico dei combattimenti affrontati dalla Forza di Spedizione Brasiliana nella campagna di liberazione dell’Italia — per la collaborazione e il supporto nella realizzazione di questo articolo, contribuendo alla preservazione e diffusione di questa importante memoria storica.

Questa rubrica è offerta dalle MU's della FEB.



Autor: BRABOSS
Suporte: https://app.warera.io/user/69cd73deb45239c34ee7e29b.