E' NATA L'UNITA'

Palmiro_Togliatti22 aprile 2026news

Nasce finalmente il primo quotidiano SOCIALISTA!

Dopo una lunga, complessa e assolutamente democratica consultazione con i membri del partito (io), è stata presa una decisione storica: era giunto il momento di fondare un giornale che parlasse finalmente dei problemi REALI del Paese, invece di perdere tempo a lodare industriali, banchieri e altri poveri milionari incompresi.

Da oggi i lavoratori avranno una voce. Una voce forte, chiara e soprattutto molto arrabbiata. Non più fogli pieni di menzogne borghesi, scandaletti di corte e lacrime dei padroni costretti, ahimè, a rinunciare al terzo Carro Armato. No: da oggi si parlerà di salari, sfruttamento, corruzione, privilegi e di tutta quella meravigliosa decadenza che i signori del gettone d’oro chiamano “ordine nazionale”.

Con questo atto solenne dichiariamo dunque inaugurata la libertà di stampa in questo paese, finora amministrata come proprietà privata di quattro benpensanti con la pancia piena e il popolo alla fame.

Il nostro quotidiano non nasce per compiacere i salotti, ma per disturbarli. Non nasce per inchinarsi ai potenti, ma per ricordare loro che esiste ancora qualcuno capace di leggere, scrivere e indignarsi.

Che i padroni tremino pure: da oggi si stampa anche la verità.


SCOPERTO IL PIÙ GRANDE MIRACOLO ECONOMICO: IL POVERO RESTA POVERO

Dopo che il nostro Paese ha conquistato la Germania lo sviluppo nazionale è cresciuto con tassi mai visti, un successo così straordinario che quasi viene da chiedersi perché il popolo continui a non vedere un soldo?
L’esperimento è semplice e geniale: si prende il lavoro di migliaia di uomini e donne, lo si trasforma in ricchezza, e poi la si deposita ordinatamente nelle tasche di una ristretta minoranza. A quel punto si pubblica un comunicato stampa e si chiama tutto questo “prosperità nazionale”.

Il lavoratore medio, interpellato sulla questione (sempre io), ha dichiarato che la prosperità gli passa accanto con la stessa frequenza con cui passano i treni per chi non può permettersi il biglietto.

INDUSTRIALI ALLARMATI: I LAVORATORI COMINCIANO A FARE DUE CONTI

Fonti vicine agli ambienti industriali riferiscono un crescente stato di agitazione. Pare infatti che un numero sempre maggiore di lavoratori abbia avuto l’ardire di confrontare il proprio salario con i profitti delle aziende. L’esito dell’operazione è stato devastante: qualcuno ha iniziato a sospettare di essere sfruttato.

Gli imprenditori hanno definito questa tendenza “pericolosa”, “irresponsabile” e “contraria all’armonia sociale”. In effetti, nulla minaccia l’armonia più del momento in cui chi lavora si accorge che qualcun altro si arricchisce grazie a lui.

Il partito e questo giornale invitano perciò i lavoratori a perseverare in tale pratica sovversiva: leggere, contare, ricordare.

APPELLO AI LAVORATORI: SMETTETE DI CREDERE ALLE FAVOLE DEI SIGNORI

Per troppo tempo il popolo è stato nutrito con favole edificanti: lavorate sodo e sarete premiati, obbedite e sarete protetti, tacete e sarete rispettati. La storia recente ha dimostrato il contrario con precisione scientifica.

Chi lavora sodo si consuma. Chi obbedisce viene dimenticato. Chi tace viene schiacciato.

È giunta l’ora che i lavoratori tornino a riconoscersi come forza collettiva e non come folla isolata di individui costretti a sopravvivere separatamente. Il padrone teme soprattutto questo: non la rabbia di uno, ma la coscienza di molti.

SCANDALO DELLE DONAZIONI: ENNESIMO TENTATIVO DI SOFFOCARE LE FORZE NUOVE DEL PAESE

Ancora una volta il potere mostra il suo vero volto. Non bastavano la stampa compiacente, i favori agli amici degli amici, i privilegi concessi ai soliti noti e la solita pantomima istituzionale: adesso si cerca persino di trasformare in scandalo ciò che, in un paese normale, sarebbe chiamato semplicemente sostegno popolare.

Nel mirino è finito un giovane partito, nato da poco, cresciuto rapidamente e capace di raccogliere entusiasmo, adesioni e perfino donazioni. Ed è proprio qui che il regime dei benpensanti ha fiutato il pericolo. Non nel malaffare, non nei traffici opachi delle vecchie clientele, non nei banchetti di chi campa di rendita politica da decenni. No: il problema improvvisamente diventano le offerte ricevute da chi rappresenta una forza nuova.

Si grida allo scandalo, si invocano controlli, si sollevano dubbi, si montano casi. Tutto con quella curiosa severità che compare soltanto quando una realtà giovane osa disturbare gli equilibri dei soliti professionisti del potere. Perché, a quanto pare, in questo paese le donazioni sono perfettamente tollerate quando finiscono nelle casse dei partiti consunti, dei comitati di palazzo e delle organizzazioni ormai fuse con il mobilio istituzionale. Diventano invece “sospette” nel momento in cui alimentano una forza che non deve crescere.

È il vecchio copione della politica marcia: quando non riesci a fermare un avversario con le idee, provi a soffocarlo con il sospetto. Quando non riesci a batterlo tra il popolo, tenti di trascinarlo nel fango. Quando non puoi impedirgli di nascere, lavori per delegittimarlo.

Ma il popolo non è cieco. Vede benissimo la differenza tra il sostegno spontaneo a una realtà giovane e il sistema ben oliato dei partiti di regime, che da anni si nutrono di finanziatori illustri, salotti influenti e reti di potere costruite nell’ombra. La verità è semplice: ciò che scandalizza davvero il governo non sono le donazioni. È il fatto che qualcuno, fuori dai loro circuiti, riesca ancora a raccogliere consenso reale.

Ed ecco dunque l’ennesima prova: questo governo non teme la corruzione, la conosce troppo bene. Teme invece le forze nuove del paese, quelle che non devono chiedere permesso ai padroni per esistere, quelle che crescono dal basso, quelle che non si inginocchiano davanti alle segreterie dei vecchi notabili.

Più che uno scandalo, questa è una confessione. La confessione di un sistema esausto, che non sa più convincere e allora prova a intimidire. Che non sa più entusiasmare e allora prova a screditare. Che non sa più rappresentare il paese reale e allora tenta disperatamente di schiacciare chiunque provi a farlo.

Quando il potere attacca con tanto accanimento una forza giovane, significa una cosa sola: ha già capito di aver paura.

PRIMA EDIZIONE SCRITTA DAL SEGRETARIO DEL PSI PALMIRO TOGLIATTI.
Dedicato a tutti i grandi lavoratori d'ITALIA.