
Cari connazionali,
Buonasera.
Come ben potete vedere la guerra in Germania continua, e continuerà a lungo perché è parte di un conflitto su scala mondiale che comprende i Balcani e perfino il Sudamerica. A tal riguardo a breve usciranno degli articoli dell’Osservatorio Geopolitico del Ministero degli Esteri per fare una summa della situazione.
Informazioni sulla situazione nel Sud Italia
Ben prima che molti di voi arrivassero su questo gioco, addirittura prima che arrivassi io, l’Italia era stata invasa dai serbi. Il governo dell’epoca fece un trattato di non aggressione con i serbi e questo trattato fu rinnovato un mese fa. Il patto prevedeva che Italia e Serbia non si sarebbero attaccate direttamente, ma che avrebbero comunque potuto spararsi contro sui fronti di rispettivi alleati.
Un paio di settimane fa l’Italia ha ottenuto dai propri alleati il controllo delle regioni di Northern Makedonia e Southern Albania, due Stati politicamente controllati dai serbi, che quindi l’Italia non avrebbe potuto attaccare direttamente con un fronte proprio, ma che era libera di ottenere in tale maniera, specie perché si sarebbe trattato di un’occupazione temporanea, dopodiché la giurisdizione di quei territori sarebbe tornata a greci, croati, ungheresi e bulgari.
Ad ogni modo la Serbia, dopo un paio di giorni, ci ha contattato presso la nostra ambasciata a Belgrado, chiedendoci spiegazioni a riguardo. La nostra delegazione, tra cui anche i diplomatici che materialmente avevano negoziato e firmato il trattato, ha esposto le dovute spiegazioni, facendo notare che non vi fosse alcuna clausola che rendesse la condotta italiana una violazione del trattato. Tuttavia, alla luce dei buoni rapporti che sempre abbiamo avuto con i serbi, nonostante ci troviamo a combattere sui due lati opposti della barricata, e alla luce del forte rispetto reciproco maturato in seguito alla corretta manutenzione dei trattati che ci hanno visti interfacciarci, abbiamo proposto ai serbi di specificare meglio queste circostanze in un eventuale futuro rinnovo del trattato. Una dimostrazione di buona volontà che non ha trovato altrettanta correttezza dall’altro lato.
Dopo diversi giorni i diplomatici serbi sono tornati a scrivere in ambasciata, dicendo con un comunicato ufficiale, che il loro governo e il loro congresso avevano deciso di non rinnovare il trattato con l’Italia, ma che avrebbero rispettato quello in vigore fino alla sua scadenza. Avevano anche specificato che non avrebbero toccato i cores italiani. Tale scadenza sarebbe alle 00:00 del Primo Maggio, domani.
Amareggiati per la mancata volontà di rinegoziare il trattato abbiamo nuovamente confermato che avremmo potuto mettere in chiaro le stesse circostanze che avevano portato a questa crisi diplomatica, ma non abbiamo ottenuto risposta.
Oggi, proprio quando la Germania è tornata a minacciarci da nord, è giunto un attacco vile dall’Adriatico. L’Albania, che ricordiamo essere governata dai serbi e quindi compresa nell’accordo di cui sopra, ha attaccato Napoli. Il governo serbo ha violato il trattato, la cui scadenza sarebbe stata domani, ma soprattutto ha bruciato la propria parola prestata appena due giorni fa, quando ci aveva rassicurato. Infatti, a richiesta di nostre spiegazioni presso l’ambasciata di Belgrado, la delegazione serba ci ha detto che dal loro punto di vista il trattato era già stato rotto nelle circostanze spiegate all’inizio del presente comunicato. Allora perché il 28 aprile la vigenza e l’integrità del NAP erano state confermate da entrambe le parti fino alla sua naturale scadenza? Una barriera linguistica o una forte difficoltà logico argomentativa? Delle due l’una si dovrebbe dire, ma in questo caso pare più plausibile l’intervento della viltà di una piccola parte della governance serba.
Non c’è spazio tra le relazioni italiane per chi non è in grado di rispettare la propria parola data.
Alle armi.
Il Ministro degli Affari Esteri
@Altavilla
