Che fine ha fatto la sua memoria oggi?
Negli ultimi decenni la sua figura è stata radicalmente rivalutata dalla storiografia moderna e dall'opinione pubblica. Considerato oggi da molti storici e movimenti come un vero e proprio criminale di guerra, è in corso in tutta Italia un processo di "damnatio memoriae":
Revoca delle onorificenze: Nel 2017 il Comune di Napoli gli ha revocato la cittadinanza onoraria.
Rimozione di vie e monumenti: Diverse città italiane (tra cui Napoli, Casamassima e Mestre) hanno rimosso i suoi busti dai consigli comunali o cambiato il nome alle vie a lui dedicate.
L'eccidio di Pontelandolfo e Casalduni: Nell'agosto del 1861, come ritorsione per l'uccisione di circa 40 soldati e 4 carabinieri da parte di una banda di briganti locali, Cialdini impartì il celebre e spietato ordine: "Di Pontelandolfo e Casalduni non rimanga pietra su pietra". Il 14 agosto 1861, i reparti del Regio Esercito (guidati dal colonnello Pier Eleonoro Negri) misero a ferro e fuoco i due paesi della Campania. Le case furono incendiate e si stima che le vittime civili (tra cui donne e bambini) furono diverse centinaia.
Il bombardamento di Gaeta: Durante l'assedio della fortezza borbonica (1860-1861), Cialdini continuò un pesante e incessante bombardamento sulla città persino durante le trattative di resa avviate da re Francesco II di Borbone, causando vittime inutili tra i soldati arroccati e la popolazione civile.