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FRATELLI!
MIE PICCOLE BANANE, ASCOLTATE!
Oggi abbiamo combattuto, abbiamo resistito e...
abbiamo perso.
Eppure, mentre scrivo queste parole, non riesco a sentirmi sconfitto.
La Germania si è aggiudicata il primo round. Nel secondo abbiamo gettato nella mischia tutto ciò che avevamo, consapevoli che il terzo sarebbe potuto essere sacrificato per concentrare le nostre forze sulla difesa di Roma.
Ma il nostro Presidente https://app.warera.io/user/69d7a94a4336cd270ab7a6b8 ha detto di no.
Ha ordinato di combattere. Fino all'ultimo colpo. Fino all'ultima risorsa.
E noi abbiamo risposto.
Nonostante un vantaggio tedesco stimato attorno all'80% in termini di danno, abbiamo combattuto fino alla fine. Abbiamo speso, sacrificato, resistito. E, per un momento, abbiamo persino creduto di poter vincere.
Ma la vittoria non è arrivata.
Lo ammetto: al termine della battaglia ero amareggiato. Guardavo le risorse consumate e mi domandavo se ne fosse valsa davvero la pena.
Perché combattere una battaglia che da strategia avremmo dovuto perdere? Perché sacrificare così tanto, quando il giorno seguente ci avrebbe atteso una sfida ancora più importante?
Ho messo in discussione la decisione del Presidente.
Poi ho ripensato a quello che era appena accaduto.
La Germania aveva un vantaggio enorme. Eppure, abbiamo saputo tenerle testa.
Hanno dovuto combattere per ogni punto di danno, per ogni centimetro di quella vittoria. Non hanno trovato un'Italia rassegnata, né un popolo disposto a chinare il capo davanti alla superiorità del nemico.
Hanno trovato noi.
E allora ho capito che forse quelle risorse non erano state sprecate, perché oggi non stavamo combattendo soltanto per vincere una battaglia. Stavamo mandando un messaggio.
Se questo è ciò che siamo capaci di fare quando il nemico gode di un vantaggio schiacciante, cosa accadrà domani, quando quel vantaggio non ci sarà più?
Non so se i tedeschi abbiano paura. Ma so che oggi hanno avuto modo di misurare la nostra determinazione. Lo ha visto il mondo intero!
E domani, che sia alle porte di Roma, in Sardegna o in un'altra regione, dovranno misurarla ancora.
Non voglio celebrare una sconfitta come fosse una vittoria. Abbiamo perso, e il prezzo è stato alto. Ma non tutte le battaglie si esauriscono nel loro risultato.
Alcune servono a ricordare al nemico chi ha davanti.
Domani si scende di nuovo in trincea, e dobbiamo essere più carichi che main non per salvare l'orgoglio ferito, non per cancellare il risultato di oggi, ma per dimostrare che la resistenza italiana non è stata un gesto disperato, bensì una promessa di rivincita.
Che ogni soldato prepari le proprie armi.
Che ogni cittadino faccia la propria parte.
Viva l'Italia e viva i suoi combattenti!
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Un'ultima richiesta, da soldato banana a soldati.
Oggi ho dato tutto quello che potevo sul campo di battaglia.
Grazie agli sforzi delle mie fabbriche, oggi ho superato per la prima volta il milione di danni.

Domani, invece, voglio dare ancora di più.
Se avete apprezzato queste parole e volete contribuire concretamente alla difesa della nostra patria, vi chiedo di lasciare un tip a questo articolo.
Ogni contributo sarà destinato a finanziare il miglior equipaggiamento che riuscirò a procurarmi per la battaglia di domani.
Non vi prometto la vittoria. Vi prometto soltanto che ogni vostro contributo si trasformerà in altri colpi contro il nemico.
Se oggi abbiamo dato filo da torcere, domani cerchiamo di annientarli!
Grazie per il vostro tempo, mie piccole banane.
Ci vediamo al fronte.
