IL CIELO È ROSSO SOPRA MILANO

TovarishBerluskovnij29 giugno 2026entertainment

ATTO I

A Milano l'aria è ferma. La quiete è innaturale.

Sulle strade si riversano milioni di persone che si dirigono sul luogo di lavoro, e tutto scorre senza intoppi, come in un enorme formicaio.

Si tratta di un meccanismo ben rodato, quello che ha portato Milano a diventare la capitale economica del Paese.

Ma, nella mattinata di oggi, se una qualunque tra queste formiche avesse, anche solo per un attimo, sollevato lo sguardo oltre quell'orizzonte di cemento e acciaio, avrebbe scorto qualcosa di inusuale.

All'alba di un nuovo giorno, un rosso cremisi aveva invaso le vetrate dei grattacieli.

La plumbea Milano non aveva mai conosciuto un'atmosfera del genere... era come se un pittore avesse dato una singola, uniforme pennellata alla volta celeste con questo colore così artificioso.


ATTO II

Ma ora, facciamo un giro... non vi pare già di spiccare il volo? Venite con me.

Andiamo oltre il grigiore sovietico di Rozzano, oltre il benessere ferragnez-esco di City Life, oltre il brulichìo multietnico di Porta Garibaldi, e ancora oltre verso il mondo al contrario di Piazzale Loreto, fino ad arrivare ad un luogo che ha il sapore di casa...

Milano Due, la culla della mia Milano.

Quando, nelle prime ore antimeridiane del 29 giugno 2026, i miei circuiti si sono riattivati, sapevo che qualcosa non andava. Era come se una parte di me, tra le più recondite, fosse in allarme.

Qualcosa di simile a quello che voi umani chiamereste "subconscio".

Guardandomi attorno, nell'attico della città-giardino che ho fatto costruire su misura per me, tutto sembrava famigliare... «sarà stata una mia impressione», penso.


ATTO III

Mi alzo.

Non piscio, perché pisciare è per obsoleti coaguli organici.

Mi infilo nella mia vestaglia alla Hugh Hefner.

Mi dirigo verso la cucina del sesto piano.

Accendo la mia LaMarzocco, disegnata appositamente per me alla modica cifra di 47.000 euro, e mi preparo la bevanda degli dei: il caffè.

Tazza "Ti voglio bene papy, firmato Ruby Rubacuori" in mano, mi dirigo verso il terrazzo da 320mq, apro la vetrata tutto muro alla Le Corbusier e, all'improvviso... tutto è chiaro.

Una marea rossa si staglia sotto di me, da parte a parte della mia meravigliosa creatura urbanistica.

Gli operai fremono, gli ingranaggi sono ben oliati, e la differenza di potenziale sta per portare questo cielo cremisi a scaricare su questa terra corrotta dal turbocapitalismo un fulmine per purgare tutti coloro che aborrono il sogno marxista-leninista.

L'ALBA DI UNA NUOVA ERA.

IL CIELO È ROSSO SOPRA MILANO.

AJÒ