"Serve più pepe": Mastropaglia torna in Italia per stravolgere le regole del gioco!

Benna99518 giugno 2026politics

Benvenuti, cari cittadini! Oggi sono felice di portarvi un'intervista a uno dei candidati alle prossime elezioni presidenziali. Abbiamo l'onore di ospitare nei nostri studi Mastropaglia, uno dei nomi più discussi nell'ultimo periodo. Vi lascio alla lettura e spero sia di vostro gradimento.

1. Innanzitutto, vuole raccontare ai nuovi giocatori la sua storia qui su WarEra?

Ho iniziato a giocare a War Era verso metà gennaio. All’inizio il gioco era piuttosto complicato e molte cose non si capivano, ma sono bastati pochi giorni per prenderne il ritmo. Inizialmente ho deciso di concentrarmi sulle fabbriche e di “speedrunnarle”; in un solo mese sono riuscito ad arrivare a 10 fabbriche.

Durante il periodo in cui facevo parte del Congresso, ho avuto alcune divergenze con altri membri. Per questo ho deciso di scoprire il mondo e sono partito per il Sudafrica, dove ho conosciuto diverse persone splendide che oggi considero amici. In particolare, vorrei citare il mitico Alqmyst, un ex mercenario che mi ha trascinato in Guinea-Bissau e mi ha insegnato tutto quello che so sulla guerra e sull’autosostentamento.

Lì ho capito quanto fosse semplice mantenere il profilo in War Skill, anche grazie alle bounty molto remunerative e ai numerosi contratti. È stato così che è iniziata la mia attività da mercenario.

Nonostante tutto, in quel periodo non ho mai smesso di aiutare l’Italia. Incoraggiavo il Sudafrica a mettere ordini per fissare obiettivi ad alta priorità e facevo trasferire fondi dalla Guinea-Bissau all’Italia per sostenere lo sforzo bellico nelle guerre.

Successivamente, Drogia mi ha convinto a tornare a Malta.

2. Leggendo il suo articolo "Sto tornando in Italia e lo farò da Presidente", sembra di capire che per lei è molto più importante sviluppare il singolo giocatore, piuttosto che la collettività. Ci può spiegare meglio?

Il singolo giocatore è l’elemento che conta davvero. Avere giocatori forti, preparati e intelligenti, che sappiano quando colpire e perché farlo, è ciò che fa la differenza.

Seguire ciecamente ordini che impongono cosa mangiare o quale equipaggiamento utilizzare è un approccio sbagliato. Ogni profilo è diverso, con esigenze, obiettivi e possibilità economiche differenti. Non si può ridurre tutto a una singola direttiva, come se tutti partissero dalla stessa base economica o avessero lo stesso livello di sviluppo.

Per questo motivo, insegnare l’autosostentamento dovrebbe essere una priorità assoluta. Giocatori capaci di gestirsi autonomamente, comprendere le meccaniche del gioco e prendere decisioni consapevoli diventano risorse molto più preziose per la comunità.

Profili individualmente forti sono il presupposto per costruire un’Italia collettivamente forte.

3. In passato ha avuto parecchie divergenze con la community italiana, proprio perché considerato troppo spinto verso il lato mercenario piuttosto che patriottico. Ci può dire la sua su queste liti?

Anche durante il mio periodo da mercenario, ho sempre continuato ad aiutare l’Italia, come ho già detto. L’ho fatto sia combattendo direttamente nelle guerre, sia contribuendo in modo indiretto attraverso il trasferimento di fondi e risorse. E l’ho fatto con costanza, perché non ho bisogno di passare tre settimane in Eco Skill per poi dedicarne una sola alla War Skill.

Non mi sono mai tirato indietro quando c’era da dare una mano.

Per questo motivo, quando si parla di “comunità italiana”, credo sia giusto fare una distinzione. Le mie divergenze non sono mai state con l’intera comunità, ma soltanto con tre persone:

Il che, a mio avviso, dovrebbe far riflettere.

4. Come mai ha preso la decisione di rientrare in patria e di candidarsi?

Dopo aver trascorso un lungo periodo all’estero come mercenario, accumulando esperienza in guerra, autosostentamento e gestione delle risorse, ho deciso di rientrare perché credo di poter mettere tutto ciò che ho imparato al servizio dell’Italia. Ovviamente, entra in gioco anche il fattore di divertimento personale.

La candidatura nasce dalla volontà di portare una visione diversa, basata sull’esperienza pratica maturata in contesti internazionali. Credo che il ruolo della politica non debba essere quello di imporre direttive rigide, ma di creare le condizioni affinché ogni giocatore possa crescere, diventare autonomo e contribuire al meglio delle proprie possibilità alla forza collettiva della nazione.

5. Come valuta l'attuale situazione dell'Italia e in cosa possiamo migliorare?

L’Italia in questi mesi ha senza dubbio svolto un grandissimo lavoro. Siamo uno dei pochi Paesi a non essere mai stati "wipati", quindi è doveroso fare i complimenti a chi ha contribuito a questo risultato.

Detto questo, il gioco sta lentamente diventando meno dinamico e meno divertente. La presenza di blocchi di alleanze sempre più grandi, con dinamiche rigide tra oppressi e oppressori, ha reso il contesto molto prevedibile. A mio avviso, la responsabilità non è solo dei presidenti italiani, ma più in generale dell’intera community di War Era, che ha progressivamente consolidato queste strutture.

Bisogna ricordare che si tratta pur sempre di un gioco: se lo si vive troppo come una replica della realtà, con schemi e rigidità eccessivi, si rischia di perdere proprio la parte più importante, cioè il divertimento. Quando mancano varietà e imprevedibilità, inevitabilmente una parte dei giocatori si allontana.

Serve quindi più dinamismo, più “pepe”, qualcuno che sia in grado di mescolare le carte in tavola e rompere certi schemi ormai consolidati, senza però perdere serietà o compromettere la stabilità generale. Un equilibrio tra ordine e imprevedibilità renderebbe il gioco più vivo, interessante e sostenibile nel lungo periodo.

Si chiude qui la nostra chiacchierata con Mastropaglia, che ringraziamo per essere passato nei nostri studi. Come avete potuto leggere, le sue idee sono chiare e la sua intenzione è quella di scuotere le fondamenta del gioco per riportare quel "pepe" che a molti sembra mancare.

Il vostro caro Benna995!

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