LA RONDA
Torino, 2026. La città era ora nelle mani Francesi, visto gli ultimi avvenimenti.
Una ronda era d'obbligo ed essendo Pietro Miccia fissato con gallerie, caverne e miniere, decise di fare un giro nelle gallerie sotterranee della cittadella.
La sotto, solo rintocchi dell'acqua che gocciola dal soffitto e versi di ratti, ma nel giro di un quarto d'ora, furono bruscamente interrotti dal rumore di passi e vociare nemici.
Non erano i francesi della storia che tutti conosciamo, ma l'inarrestabile avanguardia Austriaca.
Pietro Miccia avanzava nell'oscurità, con una torcia in una mano e la miccia nell'altra.
Nella tasca della sua giubba, insolitamente, non c'era solo tabacco: custodiva Rotary Jacob, un geco leopardino dalle macchie dorate, il suo compagno più fedele in quei mesi di fango e polvere da sparo.
"Resta qui, piccolo mio"
Sussurrò Pietro, poggiando delicatamente il geco su una sporgenza, diversi metri prima della grande camera blindata.
"Dovró fare quel che c'è da fare, ritornerò!"
Ma Rotary Jacob, spinto da quella curiosità tipica dei rettili, decise di esplorare un anfratto secondario, allontanandosi lungo una fessura profonda, proprio mentre i passi degli stivali austriaci risuonavano lungo la galleria.
Pietro capì che il tempo era scaduto, i nemici stavano per sfondare il portone blindato dei secoli passati.
Senza esitare, Pietro Miccia diede fuoco alle polveri, ma come sappiamo bene dalla storia, la miccia era corta....
L'esplosione fu un ruggito diabolico che scosse le fondamenta stesse di Torino, seppellendo gli invasori sotto tonnellate di roccia e fumo e assieme a loro, Pietro.
TRASFORMAZIONE
Nelle profondità della terra, l'onda d'urto non uccise Rotary Jacob, protetto dall'anfratto roccioso, ma ruppe una misteriosa cisterna sotterranea dimenticata dai tempi dell'alchimia medievale. Dalle crepe nel soffitto, iniziò a piovere un liquido denso, fluorescente, carico di una letale energia radioattiva.
Le scorie gocciolarono dal soffitto direttamente sul dorso del geco.
Il dolore fu atroce, ma scatenò una mutazione spaventosa.
Sotto l'effetto delle radiazioni, le cellule di Rotary Jacob iniziarono a moltiplicarsi e modificarsi a una velocità impossibile.
Nel giro di pochi minuti, la sua lunghezza passò da venti centimetri a quasi due metri, la colonna vertebrale si raddrizzò, permettendogli di assumere una posizione eretta, antropomorfa, umana.
La mente e le sinapsi rettiliane si espansero, sbloccando una coscienza profonda, il dono della parola e capacità cognitive pari, se non superiori, a quelle di un essere umano.
Quando il fumo si diradò, una figura imponente emerse dalle macerie.
Rotary Jacob fissò le sue nuove mani artigliate, poi i resti della galleria dove il suo padrone si era sacrificato per la patria.
IL GIURAMENTO
La sua mente, ora colma di una lucida e fredda intelligenza umana, elaborò il lutto e lo trasformò in pura determinazione.
Spalancò i grandi occhi da rettile, ora accesi di una luce cosciente e spietata:
"Hai dato la vita per fermarli, Pietro"
Sussurrò Rotary, con una voce profonda che fece vibrare le pietre della galleria.
"Io farò in modo che non abbiano più un posto dove nascondersi. Gli Asburgo pagheranno per ogni singolo granello di polvere che ti ha sepolto. La mia caccia ha inizio!"
