Lavoratori, compagni, cittadini! Il crepuscolo del capitale proietta ormai ombre lunghe sulle macerie di un sistema agonizzante. Non è un auspicio, ma la sentenza ferrea della storia: il capitalismo, prigioniero delle sue stesse contraddizioni insanabili, sta cedendo il passo all'avvenire socialista che già pulsa nel cuore delle masse sfruttate.
Mentre l'oligarchia finanziaria tenta disperatamente di puntellare un ordine basato sul profitto individuale e sulla rapina sistematica del sudore operaio, noi vediamo la realtà con la lente del materialismo storico. La proprietà privata dei mezzi di produzione è diventata una catena che soffoca le forze produttive. L’Italia, colpita da crisi cicliche e da un'alienazione che svuota l’animo del popolo, non può più attendere.
Il socialismo non è un'utopia, ma la necessità scientifica di un'economia pianificata per il bene comune. È la vittoria della solidarietà sulla competizione spietata. Laddove il capitale divide per dominare, noi uniamo per liberare. I grandi giganti del pensiero marxista e i martiri della nostra causa ci guardano: noi siamo le loro braccia, la loro voce che oggi grida nelle officine e nelle piazze.
Il domani dell'italico stivale non appartiene ai consigli d'amministrazione, ma ai consigli dei lavoratori. La storia non perdona chi ignora il progresso: la marcia verso la giustizia sociale è iniziata e nessuna reazione potrà arrestarla.