L'UNITA' - EDIZIONE SPECIALE

Palmiro_Togliatti3 giugno 2026news

L’UNITÀ

Diciassettesima Edizione 03/05/2026

Organo dei lavoratori, dei contadini e dei soldati contro guerra, miseria e sfruttamento.
Giornale ufficiale del Partito Socialista Italiano.

SIAMO IN GUERRA

Gabibbo_Ardito, ministro della Guerra, ha consegnato all’ambasciatore d’Austria a Roma la dichiarazione ufficiale di guerra.

L’ora delle decisioni irrevocabili è giunta. Nel primo giorno del suo mandato, il presidente Altavilla ha portato davanti al Parlamento la mozione contro l’Austria, ottenendo una secca maggioranza e ritrovando, nell’aula, l’unità fraterna della Nazione.

L’Austria ha infranto la propria neutralità. Schierandosi al fianco della Germania e liberando il Baden, Vienna ha scelto il campo ostile e ha spezzato ogni equilibrio.

Da oggi non vi sono più ambiguità, non vi sono più attese, non vi sono più mezze parole.

GABIBBO_ARDITO HA CONSEGNATO LA DICHIARAZIONE DI GUERRA

/user/69dab6261b4838dca80b7b43, ministro della Guerra, ha consegnato questa mattina all’ambasciatore d’Austria a Roma la dichiarazione ufficiale di guerra.

Popolo della Repubblica, uomini e donne della Nazione, ascoltate.

L’ora segnata dagli eventi batte oggi sul destino della nostra patria. L’ora delle decisioni irrevocabili, l’ora in cui un popolo non domanda più se debba agire, ma riconosce semplicemente che il momento dell’azione è giunto.

Nel suo primo giorno di mandato, il Presidente /user/698e085381cea824ea1d1f8d ha chiamato il Parlamento a pronunciarsi sulla mozione di guerra contro l’Austria. E il Parlamento ha risposto. Non con esitazioni, non con mezze parole, non con il linguaggio incerto dei tempi deboli, ma con una secca maggioranza, con una volontà chiara, con quella unità fraterna che nasce soltanto quando la Nazione comprende di trovarsi davanti a un’offesa che non può essere lasciata senza risposta.

L’Austria, che fino a ieri pretendeva di nascondersi dietro il velo della neutralità, ha gettato la maschera. Schierandosi al fianco della Germania e liberando il Baden, Vienna ha infranto la sua neutralità, ha spezzato l’equilibrio, ha scelto il proprio campo e, scegliendolo, ha scelto anche le conseguenze.

Non siamo stati noi a cercare questo momento.
Non siamo stati noi a tradire la parola data.
Non siamo stati noi a trasformare la neutralità in complicità.

Ma quando una potenza si dichiara neutrale e poi agisce come alleata, quando si proclama estranea al conflitto e poi apre le porte al nemico, quando finge prudenza e pratica aggressione, allora la risposta non è più materia di discussione, è dovere.

Il presidente Altavilla lo ha dichiarato davanti all’aula riunita con parole ferme e solenni. L’Austria, ponendosi accanto alla Germania, ha cessato di essere spettatrice ed è diventata parte del conflitto. Da quel momento, ogni garanzia è caduta, ogni ambiguità è finita, ogni illusione diplomatica è stata travolta dai fatti.

Il Parlamento ha compreso. Le divisioni si sono arrestate davanti alla gravità dell’ora. Le voci diverse della politica si sono fuse in una sola volontà nazionale. In quell’aula, oggi, non ha parlato una fazione, non ha parlato un partito, non ha parlato una corrente. Ha parlato la Nazione.

Subito dopo il voto, Gabibbo_Ardito, ministro della Guerra, ha assunto su di sé il compito più grave e più solenne. Si è recato presso la sede diplomatica austriaca a Roma e ha consegnato all’ambasciatore la dichiarazione di guerra.

Da quell’istante, la parola è passata dalla diplomazia alla Storia.

L’Italia non poteva restare immobile davanti alla neutralità tradita. Non poteva assistere in silenzio alla liberazione del Baden sotto l’ombra tedesca. Non poteva permettere che Vienna colpisse l’equilibrio europeo fingendo di non aver scelto.

Altavilla, nel primo giorno del suo mandato, ha scelto la fermezza. Ha scelto di non arretrare. Ha scelto di rispondere a un atto ostile con un atto politico, militare e nazionale.

Oggi il Parlamento ha votato.
Oggi il ministro della Guerra ha consegnato l’atto.
Oggi l’Austria è chiamata davanti alle conseguenze del proprio tradimento.

La Nazione entra in guerra non per capriccio, non per vanità, non per sete di conquista, ma perché l’ora delle ambiguità è finita.

IL GOVERNO PROCLAMA LA MOBILITAZIONE GENERALE, TUTTI I CITTADINI DAL LIVELLO 20 IN POI CHIAMATI AL DOVERE

Da oggi, tutti i cittadini dal livello 20 in poi sono chiamati alla mobilitazione. Non vi saranno esitazioni, non vi saranno attese, non vi saranno zone d’ombra. Ogni cittadino raggiunto dall’ordine dovrà presentarsi, rendersi disponibile e rispondere alla chiamata dello Stato.

La mobilitazione non è un invito. È un dovere.

Nell’ora in cui la Patria domanda disciplina, forza e presenza, nessuno potrà restare spettatore. Chi ha raggiunto il livello richiesto appartiene ormai alla grande macchina nazionale, al corpo vivo della Repubblica, alla volontà collettiva che si raccoglie e si dispone alla prova.

Il Governo ha stabilito che la chiamata procederà con ordine assoluto. I cittadini mobilitati saranno registrati, inquadrati e destinati secondo necessità. Ogni forza utile dovrà essere impiegata. Ogni energia dovrà essere raccolta. Ogni uomo chiamato dovrà comprendere che il proprio posto non è più ai margini, ma dentro il destino comune.

Dal livello 20 in poi, la vita privata cede il passo al dovere pubblico.

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