L'UNITA' - EDIZIONE SPECIALE

Palmiro_Togliatti29 maggio 2026news

L’UNITÀ

Sedicesima Edizione 29/05/2026

Organo dei lavoratori, dei contadini e dei soldati contro guerra, miseria e sfruttamento.
Giornale ufficiale del Partito Socialista Italiano.

Compagni, il giornale apre una fase nuova.

Mentre il governo ombra continua a muoversi tra decisioni segrete, espulsioni arbitrarie e silenzi imposti al Parlamento, il Partito Socialista risponde con la denuncia, con lo sciopero politico e con una proposta più grande, costruire un fronte nuovo.

In queste pagine raccontiamo perché siamo entrati in sciopero, perché chiediamo luce sul caso Merlin e perché, per la prossima legislatura, sta nascendo un lavoro interpartitico per una coalizione antisistema.

La Repubblica non può restare ostaggio delle ombre.

IL GOVERNO OMBRA HA GETTATO LA MASCHERA

Compagni,

da giorni nel Parlamento si respira un’aria pesante, quella delle decisioni prese altrove, dei nomi pronunciati a bassa voce, delle espulsioni decise prima ancora che qualcuno potesse capire, discutere, votare.

Il caso dell’onorevole Merlin non è soltanto una questione interna. Non è una semplice espulsione. Non è una normale procedura parlamentare.

È il segnale più chiaro che dentro la Repubblica si muove un potere parallelo, un governo ombra formato da moderatori, corridoi nascosti, interessi stranieri e piccoli funzionari dell’arbitrio, convinti di poter decidere chi resta e chi sparisce dalla vita politica del Paese.

La scusa è stata lo spionaggio.

Merlin avrebbe parlato con Teschio.

E già questo basterebbe a far sorridere amaramente qualsiasi uomo libero. Perché in una Repubblica seria non si espelle un parlamentare per una conversazione, non si cancella una voce politica senza processo, non si usa il sospetto come manganello e il silenzio come sentenza.

Non si sta difendendo Merlin a prescindere.
Si sta difendendo il Parlamento.

Perché oggi può toccare a Merlin.
Domani può toccare a qualsiasi altro deputato, partito o voce scomoda.

Se un gruppo nascosto può decidere chi deve essere espulso, se può agire senza rendere conto a nessuno, se può trasformare un sospetto in sentenza, allora la democrazia diventa soltanto una decorazione. Un’insegna appesa sopra una porta chiusa.

È questo che chiamiamo governo ombra.

Non un fantasma inventato per fare rumore, ma un metodo preciso, decidere lontano dal Parlamento, imporre la decisione ai partiti, lasciare il popolo davanti al fatto compiuto e poi pretendere silenzio.

Contro questo metodo il Partito Socialista sciopera.

Io, Palmiro Togliatti, non parteciperò ai lavori parlamentari finché non verrà chiarito chi ha deciso, perché ha deciso, con quali prove e con quale diritto.

Il nostro sciopero non è fuga dalle istituzioni.
È difesa delle istituzioni.

Perché il Parlamento non può diventare il notaio delle decisioni prese da altri.
Perché un’accusa senza trasparenza non è giustizia.
Perché una Repubblica dove decidono gli ignoti non è più una Repubblica libera.

Il Partito Socialista chiede una cosa semplice LUCE.

Luce sulle indagini.
Luce sulle responsabilità.
Luce sulle decisioni prese nell’ombra.

Finché questa luce non arriverà, il nostro posto non sarà nella recita parlamentare, ma nella denuncia pubblica davanti al Paese come opposizione.

VERSO UNA COALIZIONE ANTISISTEMA

Mentre il Parlamento resta attraversato dalle ombre, dai sospetti e dalle decisioni prese lontano dalla luce pubblica, si apre un nuovo fronte politico.

In queste ore è iniziato un lavoro interpartitico per valutare la costruzione di una futura coalizione composta da forze diverse, sensibilità differenti e vedute anche lontane tra loro, ma unite da un punto comune.

Il rifiuto del sistema attuale e dei suoi meccanismi opachi.

La coalizione non è ancora pronta.
Non esiste ancora un programma definitivo.
Non esiste ancora una forma ufficiale.

Ma esiste già una volontà politica di costruire un’alternativa al blocco di potere che oggi pretende di governare sopra il Parlamento, sopra i partiti e sopra il popolo.

Non sarà una coalizione di comodo, né un accordo di palazzo. Sarà, se nascerà, un fronte largo contro il sistema, contro il governo ombra e contro ogni forma di decisione calata dall’alto.

Le discussioni sono appena cominciate, ma il messaggio è chiaro, nella prossima legislatura nessuno dovrà più poter decidere nell’ombra senza trovare davanti a sé una risposta organizzata.