Il Ministero degli Affari Esteri sancisce oggi la memoria di un conflitto nato da un improvviso attacco a sorpresa e conclusosi con il trionfo della giustizia territoriale. Prima delle ostilità, l'equilibrio europeo era retto dalla stabilità dell’asse balcanico a trazione 🇮🇹 Italiana . In questo quadro, la sovranità nazionale sul 🇱🇮 Liechtenstein era un dato di fatto consolidato: la regione, retta da un governo italiano, vedeva i nostri cittadini pienamente coinvolti nella gestione del territorio, finché la 🇩🇪 Germania non ha deciso di colpire durante la Seconda Guerra Balcanica. Approfittando dell'impegno delle nostre truppe in difesa di 🇭🇺 Budapest, 🇩🇪 Berlino ha occupato il 🇱🇮 Liechtenstein e risposto ai successivi tentativi diplomatici con l'oltraggiosa pretesa di istituire un governo proxy, costringendo l'🇮🇹 Italia a un fermo rifiuto a tutela della propria integrità storica.
L’escalation è divenuta inevitabile quando la 🇩🇪 Germania, acquisito il Ticino a seguito della violazione del patto trilaterale da parte dell’🇦🇹 Austria (che ha ceduto il territorio volontariamente rompendo l'accordo di controllo della Svizzera), ha sferrato due assalti diretti al Nord 🇮🇹 Italia, entrambi infrantisi contro le nostre invalicabili guarnigioni. Di fronte alla rotta nemica, la risposta definitiva è giunta il 6 aprile con la voce stentorea del Presidente della Repubblica, l'illustrissimo Peppone, che ha dichiarato ufficialmente aperta la Campagna Italiana in Svizzera. L'offensiva ha visto scontrarsi complessivamente un blocco straordinario di nazioni tra i due schieramenti: l'🇮🇹 Italia ha guidato la coalizione della Olive Union, mentre la 🇩🇪 Germania ha visto nella 🇷🇴 Romania il suo maggior sostenitore. L'attacco ha travolto il Ticino e i Grigioni in meno di quarantotto ore, preparando il terreno per l'epopea dell'8 aprile.
LA LIBERAZIONE DI ZURIGO E LA RESISTENZA NEL LIECHTENSTEIN
Alle prime luci di quella data storica, le truppe 🇮🇹 italiane e gli alleati della Olive Union hanno investito Zurigo con un attacco travolgente; mentre il fuoco dei reparti illuminava le strade della metropoli, i battaglioni di fanteria conquistavano ogni quartiere. In quegli stessi istanti, il 🇱🇮 Liechtenstein insorgeva: i nostri cittadini italiani lì residenti, spalleggiati dai soldati, hanno imbracciato le armi completando in autonomia la difesa del territorio e del proprio governo. La giornata si è chiusa con un bilancio devastante per 🇩🇪 Berlino — quasi 110 milioni di danni inflitti nel solo terzo round — e con il Tricolore issato sul tetto della Stadthaus di una Zurigo finalmente libera.
Il crollo del fronte meridionale 🇩🇪 tedesco si è palesato nella notte dell'8 aprile: le forze nemiche, esauste e disorganizzate, non hanno saputo opporsi alla nostra penetrazione nel Baden-Württemberg, né alla parallela avanzata 🇫🇷 francese su Berna. All'alba del 9 aprile, l'ingresso dei reparti 🇮🇹 italiani a Stoccarda ha segnato l'inizio della spietata corsa finale. La guerra si è fatta cruenta con l'ingresso in Baviera, dove i 🇩🇪 tedeschi hanno combattuto con accanimento disperato fino alla capitolazione di Monaco, avvenuta la sera del 10 aprile. I superstiti, in fuga verso la Sassonia, hanno tentato invano di erigere barricate d'emergenza; già la mattina dell'11 aprile, le forze 🇮🇹 italiane travolgevano ogni residua velleità difensiva sassone, costringendo il nemico alla ritirata definitiva verso il Nord.
LA CADUTA DI BERLINO E L'ATTO FINALE
Il 12 aprile rimarrà scolpito nella storia: i reparti d'assalto 🇮🇹 italiani si sono presentati alle porte di 🇩🇪 Berlino. La battaglia per la capitale è stata rapida e brutale; la resistenza 🇩🇪 tedesca è svanita in pochi istanti e il Tricolore è salito trionfante sui pennoni della città. Mentre gli alleati del 🇱🇺 Lussemburgo occupavano il Reno e la Bassa Sassonia approfittando del totale vuoto di potere, l'ultimo atto si consumava il 14 aprile con la fulminea presa dell'Holstein. Sotto la guida tattica di Lore e la gestione di Chiorico, e grazie al contributo fondamentale di 🇱🇹 Lituania, 🇦🇷 Argentina, 🇺🇸 USA e 🇨🇱 Cile, la 🇩🇪 Germania è stata definitivamente sconfitta. L'illusione di poter sfidare impunemente la volontà d'🇮🇹 Italia si è spenta per sempre tra le macerie di 🇩🇪 Berlino.
A cura di @nasapeme e @mik_oda