Le cittá Italiane . Marinare e commercianti. Canto II

gargamella8928 luglio 2026news

Canto II

Ma sull'itala tomba il benedetto

Patibolo sorgeva

Del Nazzareno a mallevar che un giorno

I sepolti laggiù risorgeranno;

E così fu. Rïanimato ergeva

Dal lungo e infame letto

La patria il capo: e si guatò dintorno.

Non più scettro; non più schiavi; spariti,

E spariti per sempre.

Uno spiro novel di libertade

Aleggiava pei liti,

Per l'erte piazze e per le torte strade

Fortificando le virili tempre.

Da per tutto di scuri e di martelli

Una ressa operosa

Mista d'allegro favellío risuona,

Senza tregua nè posa,

De le sue coste per l'immensa zona:

È un percoter d'accétte entro i pineti

Al favor degl'inerti anni cresciuti;

Un nuotar di fanciulli irrequïeti,

Sfidando i gorghi; un tessere di vele;

Un fervere d'irsuti

Polsi a temprarsi l'àncora fedele.

E in quell'april di civiltà foriero,

Sopra l'azzurro de le tre marine

Guizzar si vider, come avesser penne:

Navigli a cento a cento,

Superbi di domestiche bandiere

Che ondoleggiavan nobilmente al vento

Su le libere antenne.

Partían gli audaci, e ripetean le rive

De' naviganti il canto

E de le donne il pianto.

Cotal l'itala vergine apparía

Ringiovanita per la terza volta:

Patrizia impareggiabile cadea,

E si levò plebea:

Discesa imperadrice entro la bara,

Risorse marinara,

Che splendida di maglie

Corse l'oceano, come in pria la terra,

A commerci, a battaglie;

E se lo scettro avito avea perduto,

Fe' del remo uno scettro, e fu temuto.

Dall'aquila latina

Sorse un Lïon con l'ale, e il suo ruggito

L'Orïente contenne impaurito:

Cadde Marte in ruina,

E da la rada ove Colombo nacque,

Volò san Giorgio a cavalcar su l'acque.

Di Aleardo Aleardi, 1856

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