Pallottole, Pane e Profitto: Cronache d'un Guerriero Precario pt. 1

ANoi25 luglio 2026other

Capitolo 1 - Prologo e Battaglia della Sfogliatella

"Pochi giorni, un gran trambusto. Da quando sono arrivato qui insieme al mio amico e commilitone Pavarutti, non abbiamo fatto altro che sgobbare, impilare mattoni, scaricare calcare, per poi correre al fronte e impegnarci in una lotta impari col nemico ben meglio equipaggiato di due povere reclute.
La situazione che abbiamo trovato era questa: bisbigli, tensioni, preparativi militari, qualcosa era nell'aria… e noi, non curanti di ciò, svolgevamo le nostre mansioni regolarmente. Poi, da un giorno all'altro, l'invasione! Mi sveglio e trovo il nostro bel territorio, una volta verdeggiante, invaso e ricoperto da una marea blu: il popolo Serbo aveva rotto le nostre linee difensive e imperversava in tutto il paese, dettando legge e reprimendo il caro popolo italico! Ahinoi, quella che sembrava solo una cupa possibilità si era trasformata in realtà, prigionieri in casa nostra costretti a parlare pugliese.
E mentre masticavamo amaro per la sconfitta, il caro Pavarutti, in Fa diesis mi fece notare un altra cosa: il Vaticano si era espanso e adesso dominava l'intera regione del Lazio, col benestare dei serbi: era chiaro che il Papa stesso ci avesse traditi per il mero tornaconto personale, e adesso si faceva beffa di noi italiani dal suo santo balconcino mangiando ostie alla Smederevka!
Infine, come se il resto non bastasse, gli austriaci approfittarono della nostra "defiance" per prendere possesso del nord Italia.
Ci siam ritrovati divisi, sconfitti, traditi…"

""Affila la lama amico mio!": con questa parole baritonali e uno strano scintillio negli occhi, Pavarutti quel giorno mi cantò la sveglia. "Cos'è quest'allegria?" gli domandai, poi un sussulto di orgoglio: le ultime notizie parlavano di una rivolta scoppiata a Napoli, il popolo italico aveva rialzato la testa e diceva NO! all'invasore serbo! La Francia aveva finalmente deciso di intervenire in favore della nostra difesa nella regione Toscano-Romagnola assicurandosi importanti vittorie e infliggendo gravi danni agli austriaci invasori. Toccava a noi, la lotta era già iniziata e le direttive militari spingevano nella direzione giusta. Noi, da parte nostra, sapevamo di aver fatto il possibile nei nostri limiti, ma adesso ci veniva chiesto uno sforzo in più, le sfogliatelle andavano protette. Ci fiondammo a Napoli anche se non eravamo esperti combattenti, quello che ci trovammo davanti aveva dell'incredibile: i nostri valorosi fanti inseguivano gli invasori per i vicoli, li scacciavano dalle pizzerie, veniva richiusa la finestra del murales di Maradona, "giù le mani dalla sfogliatella" gridava qualcuno, sacchi di farina erano usati come scudo. Un gruppo di soldati nemici si era rifugiato in un basso, ubriachi dopo aver fatto razzia di babà al rum non avevano retto il colpo.
E così, tra una granata e una granita, tra la pioggia di bombe a grappolo e pizze fritte, i valorosi fanti italiani hanno scacciato l'invasore serbo e salvato la sfogliatella!
Restava solo una domanda: che ci metti sulla Margherita?"

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