Capitolo 2 - Oro e Bollicine
"Le recenti vittorie italiane avevano lasciato tutti col buon umore. Il vecchio governo aveva concluso il suo mandato regalando importanti conquiste al nostro Paese. Pavarutti faceva tremare le fondamenta dei teatri. Fu proprio in questo clima di giubilo che il valoroso comandante della mia UM, il capitano Menoz, decise di dare merito alla dedizione che io e Pavarutti avevamo dimostrato: insieme all'intonato collega ci aveva nominati Comandanti!
Era giunto dunque anche il momento di pensare seriamente alla pecunia! Con le nuove responsabilità un po di moneta in più non sarebbe stata male, pensai quindi ad aprire una nuova azienda… anzi no… forse mi conviene allenarmi per lavorare di più? Ci sono! Aumento la qualità degli impianti per produrre di più… o prima faccio un azienda?
Mi ritrovai confuso, il mio nuovo rango mi consentiva diverse opzioni, dovevo solo scegliere… racimolare ancora un pochino o espandermi? Allenarmi di più o acquistare tutto subito? Avevo studiato i manuali del perfetto cittadino ma tra le bombe e i rutti lirici era comparso qualche dubbio.

E mentre i consigli piovevano, mentre non sapevo decidermi, in un confuso mattino qualunque sentii bussare alla porta del mio ufficio… "Chi va la?" - "Italo... shono io…"... era la voce di Pavarutti! Ma aveva un tono strano, lo invitai a entrare e sedersi. Scuro in volto, triste e un pò rassegnato, sprofondò sulla poltrona. "Che succede Pavarù? L'Italia è forte, i teatri vibrano, come mai sta faccia disperata?". Con lo sguardo basso, senza cantare, mi rivelo: "E' finita Italo… sob… è finita la Cola!"
