Bella a tutti, gattacci luridi! Non potete capire che diamine è successo ieri sera. Sono ancora qui che tremo, ho un mal di testa che sembra che una mandria di bufali mi stia ballando la techno nel cervello e, non scherzo, mi sono svegliato con un tatuaggio di un bullone sulla chiappa destra.
Allora, partiamo dall’inizio, anche se i ricordi sono più confusi di un tutorial di cucina fatto da un cieco.
Ero lì che cercavo di maxare la mia Unità Militare - https://app.warera.io/mu/6a00f61892e353276d7c6f34 tipo "vero imprenditore milanese spiegato da un gatto di classe", quando spunta questo coso azzurro, tarchiato, che sembrava un pallone da spiaggia con la depressione cosmica.

Era Doraemon. Sì, proprio lui. Mi guarda e mi fa: "Lord, Nobita mi ha rotto i c*gli**i, stasera voglio spaccare tutto".


Non so cosa ci fosse in quei cavolo di dorayaki corretti che ha tirato fuori dalla tasca, ma dopo il secondo morso vedevo i draghi. Abbiamo iniziato a girare per i locali come due assassini. Io col mio solito stile, lui che ogni cinque minuti tirava fuori un gadget più illegale del precedente.

Ad un certo punto siamo finiti in un posto losco, pieno di gente che non vorresti incontrare nemmeno sotto tortura. Doraemon, quel maledetto robot drogato, ha usato il "Raggio Ingranditore"... ma non per le cose giuste. Non vi dico lo scandalo, ci hanno inseguito per tre isolati mentre io urlavo: "È colpa del gatto spaziale, io sono un nobile!".

Poi la genialata. Vediamo questa Lamborghini Revuelto, nuova di pacca, che brillava sotto i lampioni di San Babila.

"Doraemon, la prendiamo?"
"Lord, ho la chiave universale intergalattica, sali e non fare domande."
Ragazzi, un macello. Abbiamo seminato la polizia facendo i 250 in contromano in via Montenapoleone. Doraemon era fuori dal finestrino che lanciava Copti-Bomba alle volanti della stradale, ridendo come un maniaco.
Io cercavo di guidare, ma quel maledetto aveva spruzzato lo "Spray della Scivolosità" sull'asfalto dietro di noi per far testacoda alla polizia.

Il finale? Beh, la Lambo l'abbiamo parcheggiata e wrappata... o meglio, l'abbiamo incastonata dentro la vetrina di Gucci. Un’opera d’arte contemporanea fatta di lamiere e manichini distrutti.

Adesso sono qui in una suite che puzza di fumo e sogni infranti. Doraemon è svenuto sul balcone, dipinto d'oro dalla testa ai piedi.

In bagno c'è un puma che non so da dove cazzo arrivi.
Il mio conto in banca è più rosso del mio pelo e ho la polizia che bussa alla porta con un mandato lungo quanto la Divina Commedia.
Ma sapete che vi dico? Ne è valsa la pena. Anche se adesso devo capire come spiegare al giudice perché nel mio stomaco hanno trovato tre viti e un microchip del ventiduesimo secolo.

Statemi bene, gattacci. Se non mi sentite per i prossimi dieci anni, sapete che sono a San Vittore a insegnare a Doraemon come si fa il vino con le bucce d'arancia.