SULLE ELEZIONI ORA PARLO IO

Matteotti27 ottobre 2026news

EBBENE SÌ, ORA PARLO IO

Per via dell'aggiornamento, le elezioni politiche hanno perso rilevanza nel dibattito pubblico, ma con questa mia, tento di rimettere la politica al centro dell'attenzione, a maggior ragione a pochi giorni dalla chiamata alle urne.

DOV'È FINITA LA CAMPAGNA ELETTORALE?

Si è parlato pochissimo di programmi, i dibattiti tra i segretari di partito sono praticamente spariti, i tedeschi stanno tornando a puntare sulla nostra penisola e il popolo chiede spiegazioni.

EVITARE DINAMICHE DA PENTAPARTITO

Non si può giustificare l'assenza di campagna elettorale usando la scusante dell'emergenza di guerra, in quanto ne siamo usciti. È un sintomo sano della politica quello di fare fronte comune durante le emergenze; significa che i partiti di maggioranza e di opposizione hanno senso di responsabilità, ma ciò non deve valere sulle altre dinamiche decisive.

Quando me ne sono andato c'era un governo progressista che aveva al centro gli ideali del Risorgimento e adesso invece mi ritrovo sotto un governo democristiano e un'opinione pubblica spenta politicamente. Accontentare tutti i partiti, a scapito degli ideali, significa anche causare la disaffezione della politica nei cittadini e un calo di qualità della democrazia.

RIFLESSIONI SUL FUTURO

Mi chiedo come sia stato possibile che l'Italia sia stata invasa così facilmente, ma non è mia intenzione speculare su una tragedia simile. Mi domando semplicemente se si poteva evitare una totale débalce. Non avendo risposte, non posso accusare il Governo uscente di negligenza o di addirittura un'omissione voluta per ottenere consenso. Quest'ultima ipotesi la trovo impossibile ed è solo qualcosa di inventato da dei complottisti che cercano di raggiungere il potere con tali beceri affermazioni.

Ciò che faccio presente all'uscente amministrazione, è di cercare di fare autocritica e di rendere conto al Paese se si poteva fare meglio e se si può in futuro prevenire un disastro analogo. D'altra parte, bisogna riconoscere la prontezza del nostro esecutivo nell'essere riuscito a varare decisioni tempestive ed efficaci sulla liberazione della Patria. Ovviamente non è solo merito del governo ma delle tante cittadine e dei tanti cittadini che hanno dato sangue e denaro per la salvezza dell'Italia.

Spero che con questa riflessione il dibattito politico torni in primo piano nell'opinione pubblica e metto in guardia il popolo intero dalle forze politiche che intendono rendere la nostra Repubblica un'autarchia o un'oligarchia mascherata da democrazia formale. Non dobbiamo mai dare per scontato ciò che abbiamo. Non ho ancora deciso chi votare, dato l'assenza dei programmi. Confido in una sana campagna elettorale almeno in questi ultimi giorni. Io continuerò ad impegnarmi affinché si cambino regole, perché non è possibile che l'Europa abbia forme di governo uguali a quelle statunitensi (fusione del capo di Stato e di Governo in un solo soggetto; il Parlamento si chiama congresso). Ciò lo trovo inammissibile. Vogliamo una Repubblica parlamentare e non presidenziale!